PdA pensieri di architettura

Archandweb e la cultura dell’interferenza

Come si parla di architettura su internet? Quali sono le innovazioni che la rete può portare in una discussione che spazia “dal cucchiaio alla città”? Archandweb si definisce “laboratorio virtuale di architettura, design, web, arte” in cui sviluppare e sperimentare una “cultura dell’interferenza”: il sito è un contenitore di informazioni di vario genere, fra cui si instaurano relazioni e, appunto, interferenze. Questi dati, esperienze e riflessioni provengono da diverse discipline e si riferiscono indifferentemente all’universo reale e a quello virtuale.

Ormai, di fronte all’immagine di questa scatola enorme, quasi illimitata, in cui si può infilare un po’ di tutto, non ci sentiamo più intimoriti. Noi studenti di architettura navighiamo in internet da tempo: ad esempio, per visitare i siti degli architetti principali, per consultare i cataloghi delle ditte e per cercare un concorso che ci può interessare. E così conosciamo bene vitruvio, europaconcorsi, e qualche sito più tecnico, ad esempio quello della RDB. Li consideriamo però semplici contenitori di nozioni, rapidi da consultare: apriamo un sito, cerchiamo la pagina che ci interessa e troviamo le informazioni che ci servono. Con il rischio di perderci in un mare spesso mediocramente uniforme e di lasciarci confondere da spot e immagini sempre più allucinanti.

Qualcuno magari prova a usare la rete come una sorta di biblioteca di architettura, cercando pubblicazioni dello stesso spessore culturale di quelle che siamo abituati a trovare in forma di libro: anche questa strada non porta da nessuna parte. La lettura è un momento personale, richiede di stare soli, in un dialogo esclusivo con se stessi. Ed è perciò fondamentale per riflettere e maturare le proprie convinzioni. Il ruolo di internet è un altro.

La parola “laboratorio” usata sopra sottintende infatti un modo differente di intendere e interagire con le informazioni. Giacomo Airaldi e Paola Ruotolo, sempre in archandweb, autodefiniscono “ibrida” un’intervista che fanno a Marco Nardini sulle tecnologie d’avanguardia: tre persone e tre postazioni diverse e distanti, “senza limiti di redazione, senza confini prestabiliti”. Un dibattito, seguendo il loro esempio, può sorgere dalla “fusione di due postazioni di rete”, da gruppi di persone interessate che affrontano un argomento, mettendo in relazione e perciò riunificando le informazioni disparate presenti nei siti. Un luogo di ricerca architettonica collettiva: forse è questo il ruolo che deve assumere oggi internet per noi. Ognuno si può collegare e offrire il suo contributo, ogni idea o esperienza diventa importante. Conclude così la sua recensione all’intervista Paolo Marzano su architettare.it: “La partecipazione all'architettura è un fantastico ‘gioco di ruolo' dove il ‘master' è proprio l'architettura, il movimento casuale del dado è il tempo e le trasformazioni tecnologiche, i giocatori sono coloro che credono nell'architettura fino a offrire in rete il loro impegno per la ricerca e offrendo scenari che mostrano l'alternativa continua alla consuetudine”.

Giacomo Gallarati